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Macchine di confezionamento orizzontale ad alta velocità

Tipico caso di confezionamento ad alta velocità di snack in cui un materiale si sigillava senza problemi a 300 ppm (pezzi per minuto) e l’altro non faceva tenuta o si rompeva se processato alle stesse condizioni. Il cliente era convinto che i due film fossero esattamente uguali e non riusciva a spiegare tale comportamento. 

 

L’analisi DSC (calorimetria a scansione differenziale) ha mostrato una visibile differenza tra i profili termici dei due materiali (le curve non possono essere sovrapposte in maniera simmetrica). 

Ciò ha quindi portato ad eseguire ulteriori indagini analitiche per raccogliere elementi aggiuntivi di supporto. 

I film sono risultati differenti nella composizione dello strato saldante a contatto con il prodotto dove nel caso che dimostrava buona processabilità si è riscontrato polipropilene biorientato da 18 microns mentre nel caso critico risultava essere polipropilene non orientato (cast) di spessore analogo. 

Le prove aggiuntive di saldatura effettuate in laboratorio hanno ulteriormente confermato prestazioni differenti analogamente a quanto avvenuto nella macchina e quindi facilmente attribuibili alla differente natura dello strato saldante. 

Conclusioni: è stato possibile riscontrare con dati scientifici (analisi DSC, microscopiche e di saldatura) delle differenze visibili di composizione tra i materiali e correlarle quindi alle differenze di prestazione registrate in macchina. 

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