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Carbon footprint ed emissioni di gas a effetto serra

La sostenibilità è un modo di lavorare per IMA, ci sforziamo per continuare a migliorare le prestazioni ambientali per le nostre soluzioni di processo e packaging.

L’obbiettivo finale è minimizzare progressivamente l’impatto ecologico.

Oltre ai pannelli fotovoltaici e ai collettori solari installati in alcuni edifici aziendali, la politica della bioedilizia adottata per le strutture di nuova costruzione, IMA S.p.A. ha inoltre avviato nel 2020 un progetto con Valle Morosina S.p.A., azienda generatrice di crediti di carbonio certificati dovuti alla fotosintesi della comunità vegetale terrestre ed acquatica e alla produzione biologica delle attività di acquacultura (allevamento estensivo di pesci) che avvengono negli spazi delle valli Morosina e Ghebo Storto (Laguna Sud di Venezia): in particolare, IMA ha acquistato crediti di carbonio in numero pari alla completa compensazione delle sue emissioni dirette (dovute all’utilizzo di combustibili e refrigeranti) ed indirette (dovute all’utilizzo di energia elettrica).

Questa iniziativa rappresenta un impegno ed un importante vantaggio per IMA, sia in termini di riduzione del proprio impatto ambientale, sia in fase di reporting e comunicazione con i propri stakeholder, principalmente nell’ambito del CDP.

Supply Chain Program of the CDP (formerly Carbon Disclosure Project)

Supply Chain Program of the CDP (formerly Carbon Disclosure Project)

Per dare corso al proprio impegno nella riduzione graduale delle emissioni dirette e indirette, IMA ha aderito, dal 2012, al Supply Chain Program di CDP (già Carbon Disclosure Project) e, a partire dal 2014, in quanto emittente quotato sul MTA organizzato e gestito da Borsa Italiana S.p.A., anche al Climate Change Program, programma principale del medesimo progetto. CDP è un’organizzazione internazionale no profit che mette a disposizione delle aziende e della comunità un sistema globale di misurazione, divulgazione, monitoraggio e pubblicazione di informazioni sui temi della sostenibilità ambientale. Il programma, rivolto alle aziende, prevede l’implementazione di strategie per ridurre progressivamente le emissioni, coinvolgendo anche i partner lungo la catena di fornitura, e gestire i rischi ambientali connessi ai cambiamenti climatici. Ogni anno le aziende che aderiscono al programma principale del CDP si impegnano a comunicare le proprie emissioni (calcolate in termini di anidride carbonica equivalente, ovvero CO2eq) allo scopo di monitorarle e definire un programma per la loro riduzione nel tempo; i dati comunicati sono resi pubblici dal CDP e messi a disposizione degli investitori internazionali, al fine di orientare le scelte di questi ultimi verso società con un profilo maggiormente sostenibile per l’ambiente. In quanto a missione, analogamente può dirsi per la piattaforma EcoVadis a cui IMA risponde.

Per quanto riguarda il CDP, nel 2020 IMA si è collocata nella banda “Awareness C”, confermando livelli analoghi all’anno precedente. Dal 2014 IMA pubblica i propri dati anche nella sezione del sito “CDP” dedicata agli investitori, rendendoli così liberamente consultabili a un pubblico più ampio.

Ecovadis

Anche nel 2021, IMA è stata valutata positivamente da Ecovadis con l’attribuzione di una “Silver Ecovadis Medal”.

EcoVadis è una piattaforma di analisi della Responsabilità Sociale delle imprese, fondata su standard di RSI internazionali fra cui il Global Reporting Initiative, il Global Compact dell’ONU, e la norma ISO 26000. Le aziende vengono valutate rispetto a quattro ambiti: Ambiente, Pratiche lavorative eque, Pratiche commerciali etiche/eque, Supply Chain.

 

IMA calcola la propria “impronta carbonica” in termini di CO2eq, rendicontando:

Le emissioni dirette (Scope 1)

derivanti dai consumi di combustibili necessari all’alimentazione di impianti termici e macchinari (gas naturale, gasolio e GPL), autovetture e autocarri del pool aziendale (benzina, diesel e metano)

Le emissioni indirette energetiche (Scope 2)

derivanti dai consumi di energia elettrica, al netto dell’energia prodotta dal parco fotovoltaico e auto consumata, e dall’energia fornita certificata da fonti rinnovabili.

Le emissioni indirette (Scope 3)

derivanti dai consumi di acqua, dall’acquisto di beni, capitali e non, e servizi, dalle perdite per estrazione, distribuzione e trasporto di combustibili ed elettricità, dai servizi di logistica, trasporto e distribuzione acquistati, dai rifiuti urbani e industriali generati, trasportati e smaltiti, dai viaggi di lavoro e nel tragitto casa-lavoro dei dipendenti.

Grazie al monitoraggio delle emissioni, IMA ha formulato un piano finalizzato al contenimento e alla diminuzione delle stesse. In particolare, sono stati implementati e programmati differenti interventi nell’ottica di un piano di riduzione dei consumi energetici.

Nell’anno 2020, la fornitura di energia elettrica certificata proveniente esclusivamente da fonti rinnovabili, ha permesso di evitare 8.598,7 ton CO2eq di emissioni indirette (con riferimento al metodo di calcolo Market Based[1] previsto di Scope 2 nel “GHG Protocol Scope 2 Guidance – An amendment to the GHG Protocol Corporate Standard” del 2015). Considerando le società di IMA nel mondo, sono state evitate 8.647,8 ton CO2eq di emissioni indirette, secondo il medesimo metodo di calcolo.

L’andamento delle emissioni di Scope 1 riflette maggiormente il minor utilizzo nell’anno 2020 del parco auto, quest’ultimo dipeso principalmente dalle limitazioni nella circolazione impartite dal protocollo anti-contagio da COVID-19. Così come l’andamento delle emissioni di Scope 2 (metodo Location Based) riflette la diminuzione dei consumi di energia elettrica riconducibili all’estensione della modalità di lavoro in Smartworking. La riduzione delle emissioni di Scope 2 (metodo Market Based) nel 2020 è dipesa dall’estensione di fornitura di energia elettrica certificata proveniente da generazione di fonti rinnovabili.

[1] Il valore equivale alle emissioni di CO2 che IMA avrebbe rendicontato se non avesse acquistato garanzie d’origine di energia elettrica certificata proveniente da generazione di fonti rinnovabili.

I tassi di intensità vengono calcolati parametrizzando le emissioni in tonCO2eq di Scope 1+2[1] sui valori di superficie utile calpestabile in m2, il fatturato in euro, e il numero dei dipendenti (riproporzionato con il FTE, “Full Time Equivalent”, per tener conto dei contratti sia part-time che full-time); i valori per IMA in Italia per il 2020 sono rispettivamente 0,055 tonCO2eq/ m2 (0,057 tonCO2eq/ m2 a livello di Gruppo); 0,0000143 tonCO2eq/ € (0,0000148 tonCO2eq/ € a livello di Gruppo) e 4,65 tonCO2eq/ FTEs (4,03 tonCO2eq/ FTEs a livello di Gruppo).

INIZIATIVE PER RIDURRE LE EMISSIONI DI GAS A EFFETTO SERRA E RISULTATI RAGGIUNTI

La produzione totale del parco fotovoltaico italiano di IMA, nel 2020, al netto delle cessioni in rete, pari a 648.046 KWh, ha soddisfatto parte del fabbisogno energetico dei vari stabilimenti serviti, contribuendo a evitare un totale di 232,65 tonCO2eq [1].

[1] Il calcolo è stato fatto secondo il metodo Location Based

ALTRE EMISSIONI IN ATMOSFERA (EMISSIONI INQUINANTI)

 Le attività di IMA comportano emissioni non significative di NOx (ossidi di azoto), SOx (biossidi di zolfo), composti organici volatili (COV) e particolato atmosferico (PM), derivanti dalle combustioni eseguite nelle centrali termiche degli stabilimenti, solo per fini di riscaldamento degli ambienti e quindi non produttivi. Pertanto, dato che tali inquinanti rappresentano un impatto minimo per IMA, si è ritenuto opportuno non rendicontarli all’interno della presente dichiarazione.